Lazio, il Riesame conferma il sequestro dei dispositivi

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Il Riesame di Roma ha confermato il sequestro dei dispositivi elettronici acquisiti il 15 settembre nell’inchiesta sulla presunta diffusione di notizie false.

Immagine illustrativa generata al computer sul tema: dispositivi elettronici sotto sequestro utilizzati dagli investigatori per un'indagine finanziaria

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Secondo RaiNews, il tribunale del Riesame di Roma ha confermato il sequestro dei dispositivi elettronici nell’inchiesta della procura capitolina sulla presunta diffusione di notizie false. Il materiale era stato acquisito il 15 settembre, nel corso di perquisizioni eseguite a Roma.

Al centro del procedimento c’è l’ipotesi di notizie false finalizzate a influenzare l’andamento delle azioni della Lazio. Il materiale elettronico ritenuto utile per gli accertamenti resta quindi sotto sequestro.

L’ipotesi sulla diffusione di notizie false

L’accusa ipotizzata riguarda la diffusione di informazioni false con un possibile effetto sul titolo della società biancoceleste. Nella ricostruzione accusatoria, l’obiettivo degli indagati sarebbe stato provocare una significativa alterazione del valore delle azioni della Lazio.

Si tratta di un’ipotesi al vaglio dell’inchiesta: la conferma del Riesame riguarda la disponibilità del materiale informatico acquisito, considerato utile per gli accertamenti che sono in corso.

Secondo RaiNews, l’ipotesi accusatoria collega la presunta diffusione di notizie false al possibile condizionamento dell’andamento delle azioni della società biancoceleste. Il punto riguarda dunque il valore del titolo della Lazio, nell’ambito della contestazione descritta nell’inchiesta della procura capitolina.

Le perquisizioni del 15 settembre

I dispositivi erano stati acquisiti dai carabinieri del Nucleo investigativo durante perquisizioni disposte dai magistrati dell’Antimafia di Roma. Il sequestro ha riguardato materiale informatico, senza che venisse indicata la tipologia dei singoli dispositivi coinvolti.

Le perquisizioni del 15 settembre costituiscono il momento nel quale i carabinieri hanno acquisito il materiale poi sottoposto al provvedimento confermato dal tribunale del Riesame di Roma. La decisione riguarda proprio quei dispositivi elettronici.

Il sequestro confermato dal Riesame

Il tribunale del Riesame di Roma ha confermato il vincolo sul materiale informatico acquisito dai carabinieri. Resta sotto sequestro il materiale elettronico ritenuto utile per gli accertamenti in corso.

Il provvedimento si inserisce nell’inchiesta sulla presunta diffusione di notizie false. La data della decisione del tribunale del Riesame non è stata indicata.

  • Materiale coinvolto: dispositivi elettronici acquisiti dai carabinieri del Nucleo investigativo;
  • Data delle perquisizioni: 15 settembre;
  • Autorità che le ha disposte: magistrati dell’Antimafia di Roma.

Le persone indagate nell’inchiesta

Tra gli indagati risultano Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino, Francesco Maiolini, indicato come amministratore delegato, e Luigi Bisignani.

Per Masi è indicato il ruolo di presidente della Banca del Fucino; Maiolini viene indicato come amministratore delegato. Bisignani figura tra le persone indagate nell’ambito della stessa inchiesta.

Il materiale resta sotto sequestro

La decisione del tribunale del Riesame mantiene efficace il sequestro del materiale informatico raccolto nelle perquisizioni. Il provvedimento riguarda i dispositivi elettronici acquisiti il 15 settembre dai carabinieri del Nucleo investigativo.


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