L’ultimo segreto – Dan Brown

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Di Simona Monaco

Dan Brown torna al suo universo con il sesto romanzo della serie del professor Robert Langdon, la trama prende avvio a Praga, città dalle mille spire e leggendaria aura mistica: Langdon accompagna la neuroscienziata Katherine Solomon (già nota ai lettori) per una conferenza, ma il soggiorno si trasforma in un inferno quando Katherine sparisce e un oscuro manoscritto viene rubato.
Brown stesso lo definisce “il romanzo più ambizioso e con la trama più ricca” della sua carriera.

La mia analisi vede Praga non solo come sfondo ma un vero e proprio personaggio. Con le sue viuzze, i suoi simboli alchemici e il Ponte Carlo, l’autore costruisce un’atmosfera quasi surreale.
Il romanzo ruota attorno al mistero della coscienza umana, al confine fra scienza moderna e antiche credenze mistiche. Brown unisce simbologia, neuroscienze, cospirazione e un’organizzazione segreta che minaccia non solo la vita dei protagonisti ma il destino dell’umanità…(come sempre).

Tipica della produzione di Brown è la corsa contro il tempo, i capitoli brevi, i colpi di scena, i codici da decifrare. Qui però il ritmo appare a tratti dilatato: le divagazioni scientifiche e simboliche occupano pagine che forse avrebbero potuto essere alleggerite.

Per i fan della saga, è un piacere ritrovare Langdon e Katherine, tornati protagonisti di un intrigo globale. L’autore esplora nuovi orizzonti – la noetica [studio delle potenzialità della mente -N.d.A.], le esperienze fuori dal corpo, la mente umana, offrendo spunti che vanno oltre il mero thriller.
Può essere definito «l’ennesima americanata» della produzione di Brown, ovvero un romanzo divertente e pieno di adrenalina ma poco innovativo rispetto ai modelli precedenti. Inoltre, da lettrice aggiungo che parte del mistero risulta prevedibile o che il climax tarda un po’ ad arrivare.

Personalmente ho trovato L’ultimo segreto una lettura coinvolgente: mi ha catturata l’ambientazione, l’equilibrio tra mito e scienza, e l’idea che “la conoscenza” può essere la più grande forza e al contempo la più grande minaccia. Mi sono emozionata nei momenti in cui Langdon sembra perdere il controllo, e ho apprezzato che Brown non si limiti al puzzle, ma provi a far riflettere sulla nostra mente e sui segreti che custodiamo.
Tuttavia, devo ammettere che mi aspettavo un crescendo più serrato: qualche episodio appare diluito, e chi conosce bene la saga potrebbe desiderare una svolta più radicale. Ma forse questo è anche un punto di forza: Brown non rincorre solo il colpo di scena, ma punta anche a farci pensare.

Lo consiglio a chi ama la saga di Langdon, a chi non ha paura di interrogare il mistero, e a chi desidera un intrattenimento che lasci anche un seme di riflessione. Se invece cerchi un thriller super compatto e fulmineo, preparati a qualche pausa: ma forse, anche quelle pause servono a farci respirare, riflettere, e prepararci al prossimo salto nel buio.

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