Midterm Usa, i Democratici vincono: 251 seggi alla Camera
Le midterm Usa del 3 novembre hanno premiato i Democratici, a 251 seggi alla Camera e 54 al Senato durante lo spoglio ancora aperto.
La prima pagina di Repubblica dedicata al voto americano. Foto: la Repubblica — Un’onda blu travolge l’America: la prima pagina di Repubblica in edicola (https://www.repubblica.it/esteri/2026/11/05/news/midterm_usa_vittoria_democratici_sconfitta_trump_prima_pagina-425700549/)
Foto: la Repubblica — Un’onda blu travolge l’America: la prima pagina di Repubblica in edicola repubblica.it
Le midterm Usa del 3 novembre hanno premiato il Partito Democratico, con una maggioranza provvisoria di 251 seggi alla Camera dei Rappresentanti e 54 al Senato. Secondo la Repubblica, il voto ha rappresentato una pesante sconfitta per Donald Trump e ha ridisegnato gli equilibri politici degli Stati Uniti.
Lo spoglio non era ancora concluso per alcuni seggi della Camera e del Senato, compresi quelli del Senato in Alaska e Mississippi. Il risultato complessivo definitivo delle elezioni di midterm non era quindi ancora disponibile. La prima pagina di Repubblica del 5 novembre ha sintetizzato il risultato con un titolo che ribalta uno degli slogan più riconoscibili della politica statunitense.
“L’America è di nuovo grande”
I numeri provvisori di Camera e Senato
Durante il conteggio, i Democratici avevano raggiunto 251 seggi alla Camera dei Rappresentanti. Al Senato degli Stati Uniti disponevano provvisoriamente di 54 seggi, mentre proseguiva lo spoglio in Alaska e Mississippi.
- 251 seggi democratici alla Camera dei Rappresentanti mentre lo spoglio era in corso;
- 54 seggi democratici al Senato degli Stati Uniti;
- conteggio ancora aperto, al Senato, in Alaska e Mississippi.
Il risultato ha posto il Partito Repubblicano davanti a una sconfitta che, nella lettura riportata da Repubblica, pesa direttamente sulla posizione di Trump.
Trump contesta la correttezza del voto
Trump ha contestato la regolarità delle elezioni negli Stati Uniti, senza che nella ricostruzione venisse riportata una sua reazione diretta al risultato complessivo delle midterm.
“Le nostre elezioni sono così truccate, non potete immaginare quanto”
JD Vance ha collegato la sconfitta repubblicana alla guerra contro l’Iran.
Clima ed energia al centro dello scontro
Secondo la Repubblica, controllando Camera e Senato i Democratici potrebbero tentare di frenare i progetti di Trump per smantellare le politiche federali sul clima. Una maggioranza democratica potrebbe anche rafforzare il controllo sulle decisioni energetiche dell’amministrazione e sui rapporti con le aziende del petrolio e del gas.
La fonte indica quattro possibili direttrici: il rilancio delle tecnologie pulite, il ripristino dei crediti d’imposta per le rinnovabili, lo sblocco di progetti eolici e solari e l’aumento dei fondi destinati alla rete elettrica. L’effettiva approvazione di singoli provvedimenti resta però legata al percorso delle leggi.
- il rilancio delle tecnologie pulite;
- il ripristino dei crediti d’imposta per le rinnovabili;
- lo sblocco di progetti eolici e solari;
- l’aumento dei fondi destinati alla rete elettrica.
La maggioranza democratica al Congresso resta soggetta al veto presidenziale sulle leggi approvate. Il veto è lo strumento che Trump mantiene nel passaggio delle norme approvate da Camera e Senato.
Nel dibattito sull’energia entra anche il costo del diesel: secondo Repubblica, il prezzo al gallone è aumentato fino al 98% in Nebraska, al 91% in Texas e al 93% in Michigan.
Gli effetti sui dossier internazionali
Secondo la Repubblica, il nuovo equilibrio potrebbe modificare gli scenari relativi a Iran, Israele e Ucraina. La fonte colloca i tre dossier tra le possibili conseguenze internazionali della vittoria democratica.
La guerra contro l’Iran è entrata anche nella lettura della sconfitta repubblicana proposta da Vance.
Los Angeles elegge Nithya Raman
Nel voto del 3 novembre, Nithya Raman ha sconfitto Karen Bass nella corsa alla carica di sindaca di Los Angeles. Raman è stata eletta sindaca della città.
Camera e Senato potranno dunque aprire il confronto su clima, energia e politica estera, mentre Trump manterrà lo strumento del veto nel passaggio decisivo delle norme.

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