Missili su Kiev, Cremlino pronto ai negoziati da metà novembre

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Missili su Kiev il 21 ottobre: danni e feriti nel Dniprovskyi. Il Cremlino è pronto a riprendere i negoziati trilaterali da metà novembre.

Un palazzo residenziale presenta ampie distruzioni, mentre soccorritori operano tra macerie e focolai.

Kiev, 26 giugno 2022, dopo i bombardamenti. Foto: State Emergency Service of Ukraine — CC BY 4.0, via wikimedia

Kiev, 26 giugno 2022, dopo i bombardamenti. Foto: State Emergency Service of Ukraine — CC BY 4.0, via wikimedia
“Kyiv after shelling on 26 June 2022 (01)” by State Emergency Service of Ukraine is licensed under CC BY 4.0. To view a copy of this license, visit creativecommons.org

Missili su Kiev hanno colpito il quartiere Dniprovskyi il 21 ottobre 2026, causando danni a un distributore di benzina e ad abitazioni private, oltre a ferire diverse persone. Secondo il Corriere della Sera, mentre nella capitale ucraina era in corso l’attacco russo, proseguivano i contatti tra Stati Uniti, Ucraina e Russia sulla possibile ripresa di negoziati trilaterali.

Vitaliy Klitschko ha segnalato alle 22:12, ora locale, che la città era sotto attacco missilistico e ha rivolto un appello alla popolazione. Il 21 ottobre il conflitto, iniziato con l’invasione russa del 24 febbraio 2022, era arrivato al suo 1.699° giorno.

L’attacco russo nel quartiere Dniprovskyi

L’azione russa contro Kiev ha coinvolto in particolare il Dniprovskyi. Le conseguenze riportate comprendono il danneggiamento di un distributore di benzina e di alcune case private; diverse persone sono rimaste ferite.

«Esplosioni nella capitale. Kiev sotto attacco missilistico. Rimanete nei rifugi!» — Vitaliy Klitschko

L’avviso del sindaco è arrivato durante l’attacco, nel quadro delle operazioni che hanno visto le forze russe continuare a colpire infrastrutture ucraine. Kiev, a sua volta, ha colpito raffinerie russe. La tregua energetica annunciata da Donald Trump è fallita.

All’emergenza militare si è affiancata la questione degli aiuti a Oleshky: il Papa ha telefonato a Volodymyr Zelensky per consentire alle organizzazioni umanitarie di portare assistenza nella località.

L’incontro di Oslo tra Zelensky e Witkoff

A Oslo, Volodymyr Zelensky e Steve Witkoff si sono incontrati per negoziare. Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina è favorevole a colloqui trilaterali con Stati Uniti e Russia.

«La parte americana propone di organizzare questo incontro il prima possibile. Noi siamo favorevoli» — Volodymyr Zelensky

Witkoff ha detto che i colloqui sarebbero proseguiti con discussioni trilaterali a livello tecnico tra Stati Uniti, Russia e Ucraina.

Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti erano più vicini che mai a un accordo sull’Ucraina.

«Siamo più vicini che mai ad un accordo» — Donald Trump

Nella stessa ricostruzione, tuttavia, il New York Times riferisce che Trump avrebbe chiesto a Zelensky di cedere territori in cambio della pace. Non sono indicati i territori cui si sarebbe riferita questa richiesta e non è chiarito se le due posizioni siano state espresse in momenti diversi.

Il passaggio di Witkoff a San Pietroburgo

A San Pietroburgo si sono incontrati Witkoff e Vladimir Putin; durante il colloquio sono stati discussi gasolio, Ucraina e Iran. Witkoff ha definito costruttive le discussioni.

Nel corso della stessa fase è stato liberato Stephen Hubbard, cittadino statunitense di 74 anni detenuto in Russia. Witkoff ha rivolto a Putin parole di apprezzamento dopo il rilascio.

«Anche lei è compassionevole, glielo riconosco, la lodo per questo e la ringrazio ancora» — Steve Witkoff

La sequenza temporale dei contatti resta contraddittoria: da una parte Witkoff sarebbe stato diretto in Russia dopo l’incontro di Oslo, dall’altra viene riferito un incontro già avvenuto a San Pietroburgo con Putin. Il Cremlino ha comunicato di essere pronto a riprendere i negoziati trilaterali da metà novembre.

  • Oslo: incontro negoziale tra Zelensky e Witkoff.
  • San Pietroburgo: colloquio tra Putin e Witkoff su gasolio, Ucraina e Iran.
  • Da metà novembre: disponibilità del Cremlino a riprendere i negoziati trilaterali.
  • A livello tecnico: Witkoff ha indicato la prosecuzione delle discussioni tra Stati Uniti, Russia e Ucraina.

Le parole della Lituania sulla difesa Nato

Il primo ministro lituano Mindaugas Sinkevicius ha collegato gli attacchi russi al tema della difesa collettiva dell’Alleanza atlantica. Nella sua dichiarazione ha sostenuto che Mosca stia operando senza arrivare all’attivazione dell’articolo 5.

«La Russia sta mettendo alla prova i limiti della difesa collettiva della Nato impegnandosi in attacchi che evitano accuratamente la possibilità di attivare l’articolo 5 dell’alleanza» — Mindaugas Sinkevicius

Le iniziative italiane sulle materie prime

Sul versante italiano, ANSA riferisce che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha indicato la sicurezza delle forniture di materie prime e la competitività dell’export tra le priorità strategiche del governo.

«La sicurezza delle forniture di materie prime e la competitività del nostro export sono le priorità strategiche» — Antonio Tajani

L’Italia punta a costruire nuovi partenariati, attrarre investimenti e garantire forniture sicure di materie prime alla propria industria. A luglio ha aderito all’iniziativa statunitense Pax Silica, dedicata alla cooperazione nelle filiere dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale.

Il 21 settembre Tajani ha inoltre firmato a New York, con il segretario di Stato statunitense Rubio, un memorandum sui minerali critici.

La ripresa dei negoziati da metà novembre

Il prossimo passaggio indicato dal Cremlino è la ripresa dei negoziati trilaterali da metà novembre. Zelensky ha espresso il favore dell’Ucraina a un incontro nel più breve tempo possibile, mentre Witkoff ha prospettato discussioni tecniche tra Washington, Mosca e Kiev.

Il Cremlino ha comunicato la disponibilità a riprendere i negoziati trilaterali da metà novembre.


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