Ostia, spari contro il Lazio Store: verifiche sullo spaccio
Un uomo dal volto coperto spara contro la vetrina del Lazio Store di Ostia e fugge. Carabinieri al lavoro su telecamere e possibile movente.
Carabiniere davanti a un negozio con vetrina danneggiata da un evidente foro di proiettile. Foto: la Repubblica — Spari contro il Lazio Store di Ostia: dietro l’agguato la guerra tra i clan (https://roma.repubblica.it/cronaca/2026/08/28/news/lazio_store_ostia_agguato_guerra_clan_gerardo_cossiga-425551604/)
Foto: la Repubblica — Spari contro il Lazio Store di Ostia: dietro l’agguato la guerra tra i clan roma.repubblica.it
Secondo la Repubblica, un uomo con il volto coperto ha sparato contro la vetrina del Lazio Store di Ostia, in via Carlo Bosio, e si è allontanato prima dell’arrivo dei carabinieri. L’agguato è avvenuto giovedì 27 agosto 2026, in pieno giorno.
Il titolare Gerardo Cossiga aveva avuto poco prima una discussione nel negozio con un’altra persona. Gli investigatori stanno esaminando le immagini delle telecamere della zona e verificano possibili legami con ambienti dello spaccio ad Acilia.
La discussione e gli spari davanti al negozio
Poco prima delle 12, Cossiga avrebbe discusso per alcuni minuti con una persona all’interno del punto vendita.
Intorno alle 12.30 si sarebbe presentato davanti al negozio un uomo con un cappello calato sugli occhi e uno scaldacollo. Avrebbe cercato di entrare nel Lazio Store senza riuscirci; rimasto sul marciapiede, avrebbe quindi estratto una pistola e fatto fuoco contro la vetrina.
Un colpo è stato esploso contro la vetrina. L’uomo è fuggito prima che arrivassero i carabinieri.
La testimonianza del titolare Gerardo Cossiga
I carabinieri hanno ascoltato Cossiga, indicato come l’unico testimone dell’episodio. Il titolare ha detto di non sapere chi fosse la persona che ha sparato contro il locale.
«Aveva il volto coperto».
Gerardo Cossiga ai carabinieri
L’autore degli spari non è stato identificato e il movente non è accertato. Non sono riportati neppure eventuali feriti o una quantificazione dei danni alla vetrina.
Cossiga avrebbe avuto il confronto nel negozio poco prima delle 12, mentre la presenza dell’uomo armato davanti al punto vendita è collocata intorno alle 12.30. Anche il volto dell’uomo che ha fatto fuoco era coperto da cappello e scaldacollo.
Le verifiche sulle telecamere e sull’episodio di maggio
Le immagini delle telecamere della zona sono al vaglio degli investigatori. L’esito dell’analisi delle immagini non è stato reso noto.
Le verifiche riguardano anche quanto avvenuto a maggio, quando lo stesso esercizio era stato raggiunto durante la notte da una bomba carta. Gli inquirenti stanno accertando se i due episodi possano avere un collegamento, senza che tale legame risulti per ora stabilito.
- Giovedì 27 agosto 2026, poco prima delle 12: discussione all’interno del Lazio Store.
- Intorno alle 12.30: un uomo spara contro la vetrina e fugge.
- A maggio: una bomba carta raggiunge il negozio durante la notte.
L’ipotesi sugli ambienti dello spaccio ad Acilia
Nella ricostruzione de la Repubblica, l’intimidazione potrebbe essere legata agli ambienti dello spaccio ad Acilia. L’episodio potrebbe essere riconducibile a uno sgarro fra gruppi che si contendono una piazza di spaccio del litorale, ma si tratta di un’ipotesi investigativa e non di un movente accertato.
Nello stesso quadro viene riportata una contrapposizione fra il gruppo dei Costagliola, chiamati «Napoletani di Acilia», e i Sanguedolce. I primi sarebbero stati legati alla Nuova camorra di Raffaele Cutolo; i secondi sarebbero stati vicini a Marco Esposito, detto «Barboncino».
L’ipotesi non individua l’uomo che ha sparato e non definisce il motivo dell’agguato. Restano da accertare sia l’eventuale collegamento con la bomba carta esplosa davanti al negozio a maggio sia il rapporto tra gli spari e la discussione avvenuta nel punto vendita.
L’arresto dei fratelli Cossiga nell’operazione Alta Marea
Nel febbraio 2021 Gerardo Cossiga era stato arrestato insieme al fratello Daniele Cossiga nell’ambito dell’operazione antidroga Alta Marea, condotta dalla Squadra mobile. Daniele Cossiga era stato arrestato con più di 488 chili di hashish.
Le indagini sullo sparo proseguono con l’ascolto del titolare, la ricostruzione della discussione avvenuta nel negozio e l’analisi delle riprese disponibili. Resta da chiarire l’identità dell’uomo armato, oltre all’eventuale rapporto fra l’agguato, l’episodio di maggio e l’ipotesi di una tensione fra gruppi dello spaccio.
