Prestiti imprese area euro, tassi in aumento per il 46%

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La SAFE della BCE rileva tassi bancari in aumento per il 46% netto delle imprese e una disponibilità di prestiti scesa al -5% nell’area euro.

Grafica istituzionale europea con bandiera dell’UE e linee stilizzate grigie.

Indagine SAFE sull’accesso al credito delle imprese. Foto: Single Market Economy — Data and surveys - SAFE - Internal Market, Industry, Entrepreneurship and SMEs (https://single-market-economy.ec.europa.eu/access-finance/data-and-surveys-safe_en)

Indagine SAFE sull’accesso al credito delle imprese
Foto: Single Market Economy — Data and surveys – SAFE – Internal Market, Industry, Entrepreneurship and SMEs single-market-economy.ec.europa.eu

Il 26 ottobre 2026 la Banca centrale europea ha pubblicato l’ultima indagine SAFE sull’accesso ai finanziamenti delle aziende nell’area euro. Secondo la Repubblica, nel terzo trimestre il 46% netto delle imprese ha segnalato tassi più alti sui prestiti bancari, mentre la disponibilità del credito ha registrato un saldo netto del -5%.

La rilevazione ha coinvolto 12.822 imprese dell’area euro e fotografa insieme costo del credito, richieste di garanzie, disponibilità dei prestiti e valutazioni sul quadro economico.

Il campione dell’indagine SAFE

SAFE è l’indagine dedicata all’accesso delle imprese ai finanziamenti. I dati diffusi dalla BCE riguardano il terzo trimestre del 2026 e mettono a confronto le risposte delle aziende con quelle raccolte nel trimestre precedente.

Il campione comprende realtà di dimensioni diverse. La distinzione tra grandi aziende e PMI è rilevante nei dati sui tassi e nell’andamento della disponibilità del credito bancario.

  • Imprese coinvolte nella rilevazione: 12.822.
  • Saldo netto delle aziende che hanno segnalato tassi più alti: 46%.
  • Saldo netto sulla disponibilità di prestiti bancari: -5%.

I tassi bancari segnalati dalle imprese

La quota netta del 46% rappresenta un aumento rispetto al 42% rilevato nel trimestre precedente. Il dato riguarda le imprese che hanno indicato un incremento dei tassi applicati ai prestiti dalle banche.

La differenza emerge anche guardando alla dimensione aziendale: fra le grandi imprese il saldo netto di chi ha segnalato rialzi dei tassi è arrivato al 55%; tra le piccole e medie imprese si è fermato al 38%. Le due percentuali descrivono risposte differenti all’interno della stessa rilevazione.

Garanzie più stringenti e minore disponibilità

Nel trimestre sono aumentati anche i requisiti richiesti dalle banche come garanzia dei finanziamenti. Il 14% netto delle imprese ha riferito condizioni più stringenti, contro il 10% registrato nella rilevazione precedente.

Sul versante della disponibilità dei prestiti bancari, il saldo netto è passato dal -1% al -5%. Per le PMI il valore è sceso dal -4% al -5%, mentre per le grandi aziende il passaggio è stato dal +4% al -6%.

Fabbisogno di credito e divario bancario

Il saldo netto delle imprese che hanno segnalato una riduzione del fabbisogno di prestiti è stato del 2%. Nello stesso quadro, l’indicatore del divario di finanziamento bancario è rimasto positivo al 2%, pur in calo rispetto al 3% del trimestre precedente.

I due indicatori sono riportati insieme ai dati sulle condizioni bancarie: da un lato la quota netta che ha indicato un minor bisogno di prestiti, dall’altro il divario di finanziamento rimasto su un valore positivo.

Il peso delle prospettive economiche

Le prospettive economiche generali sono state indicate come il principale ostacolo alla disponibilità di finanziamenti esterni. Il 31% netto delle imprese ha segnalato un impatto negativo del quadro macroeconomico sull’accesso ai finanziamenti, rispetto al 29% della precedente rilevazione.

Il dato sulle prospettive completa il quadro emerso con SAFE: tassi segnalati in crescita, garanzie più rigide e disponibilità di prestiti in peggioramento nel terzo trimestre del 2026.


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