“Sironi a Locatelli: ‘La cucina diverte, non spaventa i giovani'”
**Titolo:** La cucina secondo Elio Sironi: “Non è un’arma letale, ma un gioco. Così stiamo alienando i giovani”
**Data:** 03 Marzo 2025
Elio Sironi rinomato chef italiano risponde a Giorgio Locatelli altrettanto celebre colleghi con una dichiarazione tanto semplice quanto incisiva: “La cucina? Non uccide, diverte. Così spaventiamo i giovani”. Un’affermazione che lancia una provocazione all’intero settore invitando a riflettere sull’approccio attuale alla gastronomia e al ruolo che questa dovrebbe svolgere nella società. L’affermazione di Sironi si inserisce nel dibattito più ampio sul futuro della cucina italiana e sul modo in cui questa viene percepita da chi si affaccia per la prima volta al mondo della ristorazione. “La cucina – sostiene Sironi – è diventata un terreno di scontro un luogo in cui si gioca a chi è il più bravo il più creativo il più innovativo. Ma in tutto questo abbiamo perso di vista il suo vero senso: la cucina è prima di tutto un piacere un’arte che come tutte le arti dovrebbe innanzitutto divertire”. L’obiettivo del rinomato chef è chiaro: smorzare i toni e riportare l’attenzione sul piacere del fare e del gustare. “Stiamo perdendo una generazione di giovani – continua Sironi – che vede la cucina come un campo minato pieno di insidie e di pressioni. E questo è un peccato, perché la cucina dovrebbe essere un luogo di condivisione, scoperta e gioia”. La critica di Sironi a un certo tipo di approccio alla cucina spesso più concentrato sulla performance che sulla sostanza non si limita a denunciare una situazione problematica. Al contrario lancia un appello a tutti gli addetti ai lavori: “Dobbiamo recuperare il piacere di cucinare di condividere di sperimentare senza la paura di sbagliare. Solo così potremmo attrarre nuove leve e garantire un futuro luminoso alla nostra amata cucina italiana”. In conclusione, il messaggio di Elio Sironi è un invito a riscoprire la cucina come un’arte dell’ospitalità e del divertimento. E, perché no, anche come un’occasione per rimuovere le inutili pressioni che, troppo spesso, trasformano una passione in un’esperienza stressante. Un messaggio importante, che speriamo venga recepito da tutta la comunità gastronomica italiana.
