Guardiagrele, oltre mille etichette alla Grotta dei Raselli
A Guardiagrele La Grotta dei Raselli occupava una cavità nella roccia e disponeva di due grotte: oltre mille etichette e quattro tavolini.
La sala-cantina della Grotta dei Raselli. Foto: oraviaggiando.it — Ristorante La Grotta dei Raselli Guardiagrele foto 3 (https://www.oraviaggiando.it/ristorante-la-grotta-dei-raselli-guardiagrele/9996471/recensione/)
Foto: oraviaggiando.it — Ristorante La Grotta dei Raselli Guardiagrele foto 3 oraviaggiando.it
A Guardiagrele, in provincia di Chieti ai piedi della Maiella, il ristorante nella roccia La Grotta dei Raselli occupava un’antica cavità ricavata nella vecchia casa di famiglia. Secondo la Città di Guardiagrele, l’attività si trovava in contrada Comino, a pochi chilometri dal centro del borgo, all’indirizzo di Via dei Raselli.
La struttura usava inoltre due grotte come cantina e saletta riservata: la carta superava il migliaio di referenze, mentre lo spazio dedicato ai tavoli ne ospitava quattro.
La cavità nella vecchia casa di famiglia
La Città di Guardiagrele indicava la sala come ricavata in una cavità scavata nella roccia e racchiusa all’interno della vecchia abitazione della famiglia. Non era un impiego isolato nella storia dell’area: nelle case storiche di Contrada Comino e nelle zone vicine, ambienti ipogei analoghi venivano utilizzati per conservare alimenti o come depositi di carbone.
Il ristorante era indicato come La Grotta dei Raselli e il Comune collocava l’attività a Raselli, nel territorio di Guardiagrele, in Abruzzo. L’indirizzo completo riportato era Via dei Raselli, Raselli, Guardiagrele, Chieti, Abruzzo, 66016, Italia.
La gestione di Franco Spadaccini e Anna Maria
Secondo la Città di Guardiagrele, dal 2000 il ristorante risultava gestito da Franco Spadaccini e dalla moglie Anna Maria. In cucina lavorava anche il figlio Saverio Spadaccini, che aveva studiato all’Accademia Niko Romito.
In sala, il ruolo di maître e sommelier era affidato a Kristian Kasa.
I piatti citati nel menu stagionale
Per la Città di Guardiagrele, il menu cambiava con le stagioni. Nei mesi autunnali e invernali venivano indicati funghi e tartufi; d’estate trovavano spazio anche i prodotti dell’orto di famiglia.
- lumache di terra alla guardiese;
- zuppa con cipolle di Fara Filiorum Petri;
- prosciutto d’agnello cotto a bassa temperatura;
- chitarrina alle tre carni.
Due grotte per vino e tavoli riservati
La Città di Guardiagrele riferiva che il ristorante disponeva di due grotte utilizzate come cantina e come saletta riservata. La selezione contava oltre mille etichette di vini e presentava profondità di annate, con aggiornamenti costanti nel tempo.
La saletta disponeva di quattro tavolini, mentre per la cantina veniva indicato un numero superiore al migliaio di referenze.
L’articolo pubblicato il 29 agosto 2026
Secondo la Città di Guardiagrele, il 29 agosto 2026 il sito Gambero Rosso ha pubblicato un articolo dedicato a La Grotta dei Raselli.
La carta dei vini era composta da oltre un migliaio di referenze.

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