SPORT: MOTO GP

E’ l’unico dei suoi progetti che non ha potuto vedere realizzato: Soichiro Honda, geniale meccanico della prefettura di Shizuoka, figlio di un fabbro e appassionato di corse, padre della multinazionale che oggi produce oltre 15 milioni di motori l’anno, sognava un circuito tutto per sé, dove provare i propri “gioielli”. Il fondatore della Honda Motor Co. è morto nel 1991, 6 anni prima dell’inaugurazione della pista di Motegi, nel nord del Giappone, in un valle sperduta in mezzo a un bosco fitto, lontana quasi un’ora di macchina – da quelle parti il limite di velocità è quasi sempre 50 kmh: e nonostante l’assenza di autovelox sono tutti incredibilmente rispettosi – dalla prima città, Mito. La pista della Honda, con uno straordinario museo dedicato alle meraviglie tecnologiche del marchio nipponico. Quando si lascia l’auto e ci si avvia al circuito, sembra di entrare in un manga: il grande maxi-schermo a ridosso del paddock – le costruzioni sono tutte basse – rilancia musichette e cartoni animati, gli spettatori si comportano in maniera ordinata. Un’esperienza unica.

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