Undici Paesi Ue: cinque principi sul veto in politica estera

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Undici Paesi Ue propongono cinque principi per limitare l’uso del veto nella politica estera, con astensioni costruttive e obiezioni circoscritte.

Immagine illustrativa generata al computer sul tema: ministri degli Esteri europei riuniti attorno a un tavolo mentre esaminano un documento sulla politica estera dell'Union

Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale: non ritrae l'evento, le persone o i luoghi di cui parla l'articolo.

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Undici Paesi dell’Unione europea hanno inviato a Kaja Kallas e agli altri Stati membri un documento per limitare l’uso del veto in politica estera e di sicurezza. Secondo l’Agenzia ANSA, la proposta, presentata in vista del Consiglio Esteri informale, riunisce cinque principi.

I firmatari propongono di ricorrere più spesso alle astensioni costruttive.

I Paesi che hanno sottoscritto il documento

L’iniziativa è stata firmata da undici governi, tra cui Francia e Germania. Il testo è stato inoltre trasmesso ai ministri degli Esteri di altri sedici Stati membri, compresa l’Italia.

  • Austria, Danimarca, Belgio, Finlandia e Francia;
  • Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Svezia;
  • il documento è stato inviato anche a Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia.

Il documento interviene sul processo decisionale dell’Unione europea in materia di politica estera e sicurezza. L’obiettivo dichiarato è evitare che il ricorso al veto assuma una funzione ostruzionistica nelle discussioni fra i governi.

Astensioni costruttive e cooperazione tra gli Stati

“sempre più spesso alle astensioni costruttive”

La formula viene collegata al richiamo dello spirito di sincera cooperazione previsto dai Trattati dell’Unione europea.

Tra i passaggi indicati figura anche la richiesta di non collegare una decisione di politica estera o sicurezza:

“a questioni sostanzialmente estranee all’argomento”

Il documento lega questa impostazione alla necessità di evitare comportamenti ostruzionistici. Le decisioni oggetto della richiesta riguardano la politica estera e la sicurezza dell’Unione europea.

Obiezioni circoscritte e motivazioni nazionali

“solo in merito agli aspetti relativi a tale proposta”

In base ai Trattati, ogni Stato membro può opporsi a una decisione adottata a maggioranza qualificata per motivi vitali e dichiarati di politica nazionale. I firmatari chiedono però che tali motivi vengano esposti in modo circostanziato, per consentire una consultazione significativa e cercare una soluzione accettabile per tutti gli Stati membri.

“tali motivi in modo circostanziato, al fine di consentire una consultazione significativa e di facilitare gli sforzi volti a individuare una soluzione accettabile per tutti gli Stati membri”

Il documento chiede inoltre di incoraggiare l’alto rappresentante a valutare le opzioni previste dai Trattati per migliorare il processo decisionale in materia di politica estera e sicurezza.

Fra le opzioni da valutare figurano:

“proposte da parte dell’alto rappresentante, in linea con i Trattati”

Le dichiarazioni tedesche su Lipsia e la Russia

Secondo ANSA, il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha attribuito alla Russia la responsabilità dell’attacco ibrido a Lipsia del 4 agosto.

“La Russia ha la responsabilità dell’attacco ibrido a Lipsia del 4 agosto”

Il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha affermato che la Germania resta disponibile a trattare con la Russia, senza lasciarsi intimidire.

“La Russia deve sapere che la Germania è un fattore di stabilità in Europa e che è sempre pronta a trattare, ma che non si lascerà in nessun modo intimidire”

Sull’attribuzione dell’attacco di Lipsia le informazioni riportate presentano però una contraddizione: a fronte delle parole di Dobrindt, un’altra versione sostiene che Berlino non avesse ancora attribuito ufficialmente la responsabilità dell’attacco dei droni.

Il confronto al Consiglio Esteri informale

L’esito del Consiglio Esteri informale del 1 settembre 2026 non è noto.


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