Vendemmia in Abruzzo, a Chieti produzione giù fino al 40%

0

In provincia di Chieti le prime uve raccolte ad agosto perdono dal 25% al 40% rispetto alla media: siccità e caldo incidono su mosto e resa.

Grappoli d'uva scura pendono da viti in un filare, con terreno secco e foglie parzialmente appassite.

Grappoli d'uva scura pendono da viti in un filare, con terreno secco e foglie parzialmente appassite. Foto: Agenzia ANSA — Vendemmia in Abruzzo, siccità taglia la produzione fino al 40% - Notizie - Ansa.it (https://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2026/08/27/vendemmia-in-abruzzo-siccita-taglia-la-produzione-fino-al-40_acb90c3a-4d9f-45f0-8205-9256485628d1.html)

Grappoli d’uva scura pendono da viti in un filare, con terreno secco e foglie parzialmente appassite
Foto: Agenzia ANSA — Vendemmia in Abruzzo, siccità taglia la produzione fino al 40% – Notizie – Ansa.it ansa.it

La vendemmia in Abruzzo registra in provincia di Chieti cali produttivi compresi tra il 25% e il 40% nelle prime uve raccolte ad agosto, rispetto alla media. Secondo l’Agenzia ANSA, sui raccolti pesano oltre quattro mesi di siccità e le temperature estreme delle ultime settimane, con i primi effetti segnalati da Coldiretti.

Il dato riguarda un’area che concentra circa il 75% dei vigneti regionali. Per le varietà ancora da raccogliere, le prospettive produttive non risultano migliori: il caldo prolungato e l’assenza di piogge hanno lasciato grappoli asciutti, acini più leggeri e poco mosto.

I cali nelle prime uve raccolte a Chieti

La raccolta delle prime uve ha portato alla luce una riduzione compresa fra il 25% e il 40% rispetto alla media. L’assenza di piogge dura da oltre 120 giorni e si riflette sia sul peso delle uve sia sulla resa in vino.

La provincia di Chieti è centrale nel quadro della vendemmia regionale per la presenza di circa tre quarti dei vigneti dell’Abruzzo. Qui sono numerose anche le aree in cui la viticoltura resta prevalentemente non irrigua, una condizione che accompagna l’impatto della siccità sui vigneti e sulle quantità raccolte.

Le condizioni rilevate nelle prime raccolte non riguardano soltanto il quantitativo di uva disponibile. Grappoli più asciutti e acini più leggeri incidono sulla quantità di mosto, mentre la minore massa delle uve si trasferisce nella resa destinata alla produzione di vino.

Siccità e temperature estreme sulla vendemmia

Oltre quattro mesi senza piogge e le temperature estreme delle ultime settimane definiscono il quadro indicato per la vendemmia abruzzese. Le prime raccolte hanno già evidenziato l’effetto sulle produzioni; per le varietà che devono ancora essere raccolte, le prospettive restano sfavorevoli.

Non è stato reso noto il dato definitivo della produzione complessiva regionale, né sono state indicate le varietà già raccolte e quelle ancora da raccogliere. Restano però quantificati i cali emersi nella provincia di Chieti, dove la quota di vigneti sul totale regionale rende il risultato particolarmente rilevante per la vendemmia dell’Abruzzo.

Costi, giacenze e possibili effetti sui prezzi

Viticoltori e cantine affrontano costi di produzione crescenti, in un mercato che negli ultimi anni è stato segnato da importanti giacenze capaci di penalizzare i prezzi. La riduzione dei raccolti potrebbe quindi intervenire anche sull’equilibrio tra prodotto disponibile e domanda.

Il calo produttivo, nelle valutazioni riportate, potrebbe ridurre le eccedenze e favorire una ripresa delle quotazioni di uve e vino. Una minore disponibilità di prodotto potrebbe inoltre consentire alle imprese di recuperare almeno in parte la redditività perduta, a condizione che prezzi migliori vengano riconosciuti ai viticoltori.

  • Cali delle prime uve raccolte: tra il 25% e il 40% rispetto alla media.
  • Assenza di piogge: oltre 120 giorni.
  • Vigneti regionali concentrati nella provincia di Chieti: circa il 75%.
  • Effetti indicati: grappoli asciutti, acini più leggeri, poco mosto e minore resa in vino.

La richiesta sui bacini e sul Piano Invasi

Per Pier Carmine Tilli, presidente di Coldiretti Chieti, la questione dell’acqua richiede interventi strutturali. Ha chiesto un’accelerazione sul Piano Invasi Coldiretti-Anbi e la realizzazione di una rete diffusa di piccoli e medi bacini.

“Questa vendemmia ci dice una cosa molto chiara: l’acqua è ormai un’infrastruttura produttiva indispensabile” — Pier Carmine Tilli

La richiesta si inserisce nella situazione delle zone chietine dove la viticoltura è prevalentemente non irrigua. Tilli lega la necessità di una rete di bacini alla disponibilità di acqua per le attività produttive, mentre la vendemmia in corso mostra le conseguenze della prolungata mancanza di piogge.

Anche Domenico Bosco, direttore di Coldiretti Chieti, indica la necessità di affrontare il tema oltre la gestione delle emergenze.

“Non si tratta più soltanto di fronteggiare le emergenze, ma di costruire le condizioni per garantire continuità produttiva alle imprese agricole nei prossimi anni” — Domenico Bosco

Il documento inviato alla Regione

Coldiretti Abruzzo ha trasmesso alla Regione un documento con proposte per ristabilire l’equilibrio tra produzione e domanda. Tra i punti indicati ci sono la revisione dello schedario vitivinicolo, la verifica delle giacenze, la promozione e l’enoturismo.

Marino Pilati ha chiesto “programmazione, investimenti e una strategia di lungo periodo”. Il documento concentra quindi le proposte sia sugli interventi legati alla disponibilità idrica sia sugli strumenti indicati per il mercato vitivinicolo. Non è noto se le richieste trasmesse alla Regione siano state accolte o finanziate.


Rispondi

Scopri di più da Yes Magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere