ALLO STUDIO LA DEROGA SALVA NONNI PER NATALE

Una deroga “salva nonni”. È questa l’ipotesi alla quale sta lavorando il governo in vista del nuovo dpcm che conterrà le misure per le festività natalizie, accompagnato probabilmente da un decreto-cornice che sarà all’esame del Consiglio dei ministri tra il tardo pomeriggio di domani e sabato. È un compromesso tra l’ala rigorista del governo, che continua in queste ore a spingere per portare l’intera Italia in zona rossa almeno dal 24 dicembre fino al 6 gennaio, e i più morbidi, a partire da Giuseppe Conte, secondo i quali le attuali misure stanno funzionando e per i quali servirebbero solo alcuni interventi chirurgici per evitare assembramenti pubblici e domestici.

Il compromesso maturato ieri e che sembra al momento reggere, prevederebbe un lockdown limitato ai soli giorni che vanno dal 24 al 27 e dal 31 al 3 gennaio. 

All’interno di questa cornice sono allo studio una serie di deroghe, i cui confini e le cui possibilità di controllo effettivo sono attualmente allo studio. Prevederebbero la possibilità di non lasciare in solitudine persone anziane, che per gli effetti delle misure in arrivo, sarebbero costrette all’isolamento sia a Natale sia a Capodanno. Al momento si ragiona all’interno di un perimetro molto ristretto, uno o al massimo due congiunti, che potrebbero raggiungere o essere raggiunti dagli interessati. La discussione è ancora accesa, perché nell’esecutivo ancora scotta il caos iniziale che avvenne proprio sul termine “congiunti” all’epoca del primo lockdown. Difficile stabilire chi siano, a norma di legge, “gli anziani”, e chi possa essere autorizzato a raggiungerli. Anche perché, spiega una fonte dell’esecutivo, su questo fronte si registrano perplessità dal Viminale, che avrebbe l’onere dei controlli.

La discussione è aperta, ma da un membro del Governo solitamente annoverato tra i capofila dell’ala del rigore arriva una significativa apertura: “Vediamo, è possibile che si intervenga in questo senso”. Non è chiaro se la norma, se si farà, sarà vincolata al quadro che dovrebbe prevedere per i giorni rossi il divieto di spostamento fra Comuni, ma “non avrebbe senso farla se poi tuo papà fosse costretto a rimanere solo perché abita nel paese accanto”, ragiona chi sta lavorando al dossier

Sembra invece definitivamente scongiurata l’ipotesi che un pacchetto di restrizioni entri in vigore già a partire da questo fine settimana, come si era inizialmente pensato. Oltre ai tempi che sarebbero strettissimi, nella decisione ha pesato anche una questione di opportunità, valutata insieme ai tecnici del Cts: meglio consentire spostamenti programmati e rinforzare i controlli su strade, stazioni e aeroporti che assistere a scene di esodo improvviso e incontrollato per un anticipo delle chiusure dell’ultimo minuto.

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