Iran, condizioni iraniane per riaprire Hormuz entro una settimana
Teheran ha posto le condizioni iraniane per riaprire Hormuz entro una settimana, mentre Stati Uniti e Iran hanno riferito contatti a New York.
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Secondo la Repubblica, Teheran ha dichiarato di essere pronta a riaprire lo Stretto di Hormuz, indicando una settimana come termine e legando il passaggio alla revoca del blocco navale statunitense e delle sanzioni. Le condizioni iraniane sono state discusse nell’incontro fra Abbas Araghchi e Steve Witkoff a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Le condizioni iraniane per la riapertura di Hormuz
La televisione di Stato iraniana ha riferito che l’Iran ha accettato l’incontro con Steve Witkoff per comunicare le richieste di Teheran sulla riapertura dello stretto. L’emittente ha sostenuto che il confronto sia avvenuto su insistenza del rappresentante statunitense.
“La revoca immediata del blocco navale, l’immediato sblocco di tutti i beni iraniani congelati e la fine della guerra su tutti i fronti della ‘Resistenza’ sono tra le condizioni poste dall’Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz”
Le richieste indicate da Teheran comprendevano dunque tre punti:
- la revoca immediata del blocco navale statunitense;
- lo sblocco immediato dei beni iraniani congelati;
- la fine della guerra su tutti i fronti della “Resistenza”.
La Repubblica ha invece riferito, citando Axios e media iraniani, di un incontro fra Witkoff, Jared Kushner e Araghchi. Le due ricostruzioni differiscono quindi sulla presenza di Kushner nel colloquio con il ministro degli Esteri iraniano.
Teheran aveva fissato in una settimana il termine indicato per la riapertura del passaggio marittimo, subordinandola alle condizioni comunicate nel confronto.
Le dichiarazioni di Rubio e Trump
Marco Rubio ha affermato che gli Stati Uniti erano disponibili a incontrare l’Iran, precisando però che non vi era alcun appuntamento programmato. La dichiarazione convive con le notizie di colloqui già avvenuti tra esponenti iraniani e statunitensi.
“Siamo aperti a un incontro, ma al momento non c’è nulla di programmato”
“Non vediamo molta attività, ma se la dovessimo vedere la faremo saltare in aria immediatamente”
Kallas incontra Araghchi a New York
A New York, Kaja Kallas ha incontrato Araghchi ai margini dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Kaja Kallas ha chiesto che la navigazione restasse libera e senza ostacoli sia in quel passaggio marittimo sia nello Stretto di Bab al-Mandab, ponendo i due passaggi marittimi nello stesso richiamo pubblico.
“La navigazione deve essere libera e senza ostacoli, sia nello Stretto di Hormuz sia nello Stretto di Bab al-Mandab”
Il divieto negli aeroporti iracheni
Dalla mezzanotte del 23 settembre gli aeroporti iracheni dovevano smettere di accettare aerei iraniani, per conformarsi alle sanzioni degli Stati Uniti. Il divieto è stato indicato come applicabile alle compagnie aeree iraniane a partire da quella data.
Il provvedimento riguardava gli aeroporti dell’Iraq e i voli delle compagnie iraniane. La decorrenza indicata era quella del 23 settembre.
Gaza, Macron e la replica dell’ufficio Netanyahu
Emmanuel Macron ha definito Gaza e la Cisgiordania uno spettacolo che fa vergognare tutti e ha sostenuto che costruire una soluzione a due Stati fosse una condizione per la sicurezza presente e futura di Israele e del suo popolo. L’ufficio di Benyamin Netanyahu ha replicato definendo la dichiarazione di Emmanuel Macron sbalorditiva e grottesca.
“L’assurdità grottesca della dichiarazione di Emmanuel Macron è sbalorditiva”
Macron ha parlato di “assistere a questo spettacolo che ci fa vergognare tutti”. La sua dichiarazione ha riguardato Gaza e la Cisgiordania, oltre alla necessità di costruire una soluzione a due Stati per la sicurezza di Israele e del suo popolo.
Nella Striscia, secondo i media della Striscia, un attacco dell’Idf nel quartiere al Mashahir, a nord di Gaza City, ha provocato due morti e diversi feriti. Recep Tayyip Erdogan ha chiesto l’avvio al più presto della ricostruzione di Gaza.
“Ora dobbiamo avviare al più presto la ricostruzione di Gaza”
Non è stato chiarito se la riapertura di Hormuz sia stata effettivamente concordata o realizzata, né se le condizioni poste da Teheran siano state accettate.

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