El Niño: Ocse stima prezzi alimentari al +11% nel 2027

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Secondo la Repubblica, l’Ocse prevede prezzi alimentari mediamente più alti dell’11% nel secondo trimestre 2027 rispetto all’estate 2026.

Cliente sceglie prodotti alimentari lungo una corsia di supermercato piena di scaffali e prezzi.

Foto: Anthony Albright — CC BY-SA 2.0, via flickr

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“Pre-Packaged Bread/Peanut-Butter Department” by Anthony Albright is licensed under CC BY-SA 2.0. To view a copy of this license, visit creativecommons.org

Secondo la Repubblica, le stime sull’El Niño indicano prezzi alimentari nel 2027 mediamente superiori dell’11% rispetto all’estate 2026: la previsione dell’Ocse riguarda il secondo trimestre. Sul fronte della distribuzione italiana, tra il 12 e il 18 ottobre la crescita è stata dell’1,07% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il conto economico degli effetti di El Niño è atteso tra la primavera e l’estate del 2027. Nello stesso arco temporale, la grande distribuzione organizzata nazionale ha registrato la seconda settimana consecutiva positiva.

Che cos’è El Niño e con quale frequenza torna

Secondo la Repubblica, El Niño è un riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico equatoriale. È un fenomeno naturale, distinto dal cambiamento climatico, che si ripresenta in modo irregolare ogni due-sette anni e dura diversi mesi.

La definizione riguarda quindi un’anomalia delle acque del Pacifico equatoriale e non coincide con il cambiamento climatico. La durata può estendersi per diversi mesi, mentre la ricorrenza non segue una cadenza fissa: l’intervallo riportato va da due a sette anni.

Le previsioni fino a febbraio e il picco tra dicembre e gennaio

La Noaa valuta all’83% la probabilità che El Niño raggiunga un record entro la fine del 2026. La previsione dell’Organizzazione meteorologica mondiale indica una persistenza fino a febbraio.

Il massimo dell’intensità climatica è atteso fra dicembre e gennaio. Le due indicazioni riportano, da una parte, la probabilità di un record entro il 2026 e, dall’altra, una previsione di persistenza fino a febbraio.

Le perdite stimate dal Peterson Institute

La valutazione del Peterson Institute guarda al costo complessivo del fenomeno: circa mille miliardi di dollari di perdite dirette e almeno 7.200 miliardi di dollari di perdite nell’arco di cinque anni. Nello stesso scenario, il Pil mondiale risulterebbe inferiore dello 0,8% rispetto a un quadro senza El Niño.

Le stime del Peterson Institute distinguono tra perdite dirette e perdite calcolate su cinque anni. Il differenziale indicato per il Pil mondiale è invece riferito al confronto con uno scenario privo di El Niño.

La grande distribuzione italiana cresce per la seconda settimana

La distribuzione moderna italiana ha chiuso il periodo dal 12 al 18 ottobre con un incremento dell’1,07% su base annua. È stata la seconda settimana consecutiva positiva per la grande distribuzione organizzata nazionale.

Il dato nazionale raccoglie andamenti territoriali differenti. Il Sud ha segnato la crescita più elevata; in calo, invece, il Nord-Ovest.

  • Sud: crescita del 2,83%.
  • Nord-Est: crescita dell’1,46%.
  • Centro: crescita dell’1%.
  • Nord-Ovest: arretramento dello 0,17%.

Il progressivo annuale della grande distribuzione organizzata è passato dall’1,28% all’1,27%. Quello mensile si è mosso dallo 0,36% allo 0,59%.

Il quadro territoriale della settimana dal 12 al 18 ottobre comprende dunque tre aree in crescita e il Nord-Ovest in arretramento. Il dato progressivo mensile è passato allo 0,59%, mentre quello annuale si è attestato all’1,27%.

La previsione dell’Ocse per il secondo trimestre 2027

Per il secondo trimestre del 2027 l’Ocse stima prezzi alimentari mediamente più alti dell’11% rispetto ai livelli dell’estate 2026. Il confronto indicato dall’organizzazione riguarda la media prevista nel trimestre e i livelli registrati nell’estate precedente.

Tra la primavera e l’estate del 2027 è atteso il conto economico degli effetti di El Niño.


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