Le anticipazioni su “Pistol”, la serie sui Sex Pistols 

Mentre arrivano nuove immagini della serie di Danny Boyle, Lydon attacca ancora la band

“Una perfetta sintesi di un periodo straordinario per la musica britannica”: così il New Musical Express ha definito “Pistol”, la serie di Danny Boyle sui Sex Pistols, dopo aver visto in anteprima i primi due episodi del progetto, che arriverà su Disney+ il prossimo 31 maggio.

Mentre prosegue la guerra mediatica tra John Lydon, o Johnny Rotten, così come si faceva chiamare all’epoca di “Never mind the bollocks, here’s the Sex Pistols”, e gli altri ex membri della band, arrivano alcune anticipazioni sulla serie che racconterà la scalata al successo della formazione simbolo della scena punk rock d’oltremanica. Comprese nuove immagini, dopo quelle diffuse un anno fa, che ritraggono gli attori scelti da Danny Boyle e dai produttori della serie per interpretare i protagonisti, dallo stesso John Lydon (a indossare i suoi panni c’è il 22enne Anson Boon, visto in “Winter lake – Il segreto del lago”) al chitarrista Steve Jones (interpretato dal 26enne Toby Wallace, già in “Babyteeth – Tutti i colori di Milla” di Shannon Murphy), passando per Sid Vicious (c’è attesa per l’interpretazione di Louis Partridge, il 18enne attore che ha recitato la parte del visconte Tewksbury nel film originale Netflix “Enola Holmes”, del compianto bassista dei Sex Pistols), Glen Matlock (interpretato da Christian Lees) e Paul Cook (Jacob Slater). 

Il primo episodio di “Pistol” racconterà la nascita della band nel Regno Unito degli Anni ’70: “Una delle cose che abbiamo fatto quando abbiamo iniziato a raccontare la storia è stato parlare di quanto fosse incredibilmente noiosa la Gran Bretagna – ha spiegato il regista di “Trainspotting” al New Musical Express – oggi ci sono tante opportunità, all’epoca non c’era niente.

Ti sentivi giovane e poi improvvisamente vecchio: in mezzo non c’era niente. I Pistols hanno cambiato tutto, specialmente per le persone della classe operaia. Non dovevo più seguire necessariamente tuo padre in fabbrica: hanno acceso qualcosa”. La serie, come noto, è basata sul libro di memorie pubblicato da Steve Jones nel 2018 intitolato “Lonely Boy: Tales from a Sex Pistol”. Il vero protagonista, insomma, non è tanto il leader John Lydon, né tantomeno l’iconico bassista Sid Vicious, ma il chitarrista, oggi 66enne, che racconta la storia dal suo punto di vista. Prima di interpretarlo sul set di “Pistol”, l’attore Toby Wallace ha chiesto di poter trascorrere del tempo insieme a lui: “Ci siamo frequentati. Mi sembrava un modo giusto per non avere come unico punto di riferimento il libro. Ho capito che i Sex Pistols facevano musica che era una rappresentazione cruda di una classe sociale che non era rappresentata. Al centro della storia c’è questa esperienza traumatica che lui ha vissuto e che ha generato la rabbia che ha dato vita ai Pistols”, ha detto Wallace.

Della storia dei Sex Pistols hanno fatto parte anche figure femminili come Chrissie Hynde e Vivienne Westwood, che insieme a Malcolm McLaren forgiò l’estetica e il look dei Sex Pistols, interpretate rispettivamente nella serie dalla 26enne Sydney Chandler (vista in “Don’t Worry Darling”) e la 36enne Talulah Riley (ha recitato in svariate serie televisive: tra queste anche “Doctor Who”). Nancy Spungen, figura di spicco della scena punk rock, nota per essere stata la fidanzata del bassista dei Sex Pistols, Sid Vicious, è interpretata da Emma Appleton (“The Witcher”, su Netflix): “Queste donne iconiche non sono figure secondarie nella storia. Hanno avuto la loro storia e il loro successo”, ha sottolineato l’attrice, parlando dello spessore dei personaggi femminili.

“Questa è la storia di alcuni perdenti – ha detto invece Anton Boon, che nella serie interpreta Lydon – penso che sarà sempre una storia che varrà la pena raccontare e non sarà mai irrilevante”. A proposito di Lydon: dopo aver perso la battaglia legale contro gli ex membri superstiti dei Sex Pistols legata all’utilizzo delle canzoni della band nella colonna sonora della serie, il cantante, oggi 66enne, è tornato nuovamente all’attacco del gruppo. Stavolta ha avuto da ridire sul contenuto di “The Original Recordings”, il disco che uscirà il prossimo 27 maggio, quattro giorni prima del debutto di “Pistol” su Disney+, e che conterrà venti registrazioni risalenti al periodo 1976-1978.

È ad un post condiviso su Facebook che Lydon ha affidato il suo punto di vista sull’operazione, criticandola senza giri di parole: “A scanso di equivoci, John Lydon non ha approvato l’uscita di questa raccolta e non l’approva e nemmeno la supporta. Non ha approvato la copertina e non ha approvato la tracklist. Lui e il suo team non sono stati coinvolti nella produzione di questa compilation, che considerano scadente”. “I Sex Pistols sono diventati di proprietà di Topolino”, aveva tuonato invece a proposito dell’accordo con Disney+.

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