Milano, quattro maggiorenni restano in carcere dopo gli scontri
Quattro maggiorenni restano in carcere dopo devastazioni e saccheggi a Milano; misure diverse per altri arrestati e indagini sugli account social.
Milano, gli scontri nella zona di piazza Duomo. Foto: Quotidiano Nazionale — Scontri a Milano, la difesa di due arrestati: “Noi lì per curiosità”. Un 18enne ai domiciliari con il braccialetto, obbligo di firma per un 21enne (https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/scontri-difesa-due-arrestati-curiosita-g24lzrgd)
Foto: Quotidiano Nazionale — Scontri a Milano, la difesa di due arrestati: “Noi lì per curiosità”. Un 18enne ai domiciliari con il braccialetto, obbligo di firma per un 21enne ilgiorno.it
Quattro maggiorenni arrestati dopo devastazioni e saccheggi nel centro di Milano restano in carcere, secondo l’Agenzia ANSA. Un quinto adulto ha ottenuto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico; le persone coinvolte in questo provvedimento hanno tra i 18 e i 24 anni.
Le ricostruzioni sulle misure cautelari non coincidono del tutto. Quotidiano Nazionale colloca la guerriglia urbana nel centro cittadino a domenica 18 ottobre 2026 e riferisce dei domiciliari con braccialetto per un 18enne italiano e dell’obbligo di firma tre volte alla settimana per un 21enne.
Le misure cautelari e la divergenza tra le ricostruzioni
Il quadro riportato dalle due fonti presenta una differenza che non viene chiarita: ANSA parla di quattro maggiorenni in carcere e di un quinto ai domiciliari, mentre Quotidiano Nazionale indica le misure decise per l’18enne e per il 21enne. Non è precisato se si tratti degli stessi cinque arrestati o di un gruppo più ampio.
- quattro maggiorenni restano in carcere;
- un quinto maggiorenne è ai domiciliari con braccialetto elettronico;
- un 18enne italiano ha ottenuto i domiciliari con braccialetto;
- un 21enne è stato scarcerato con obbligo di firma tre volte alla settimana.
C’è anche una divergenza sulla datazione degli scontri principali: ANSA li collega al sabato precedente il 20 ottobre, mentre Quotidiano Nazionale indica il 18 ottobre e parla di disordini avvenuti di domenica.
Le contestazioni a un 18enne e a un 21enne
Per il 18enne, Quotidiano Nazionale riferisce la contestazione di resistenza pluriaggravata per il lancio di un cestino portarifiuti contro gli agenti. Il 21enne è accusato a sua volta di resistenza pluriaggravata.
Il più giovane ha spiegato di essersi recato in piazza Duomo con alcuni amici, indicando la curiosità come ragione della presenza nella zona degli scontri.
“Sapevo delle agitazioni di piazza che erano in corso. E così sono andato a vedere con alcuni amici. Per curiosità”.
Undici minorenni in comunità o a casa
Per gli arrestati minorenni, ANSA riferisce che undici ragazzi fermati per le devastazioni sono stati collocati in comunità oppure sottoposti alla permanenza in casa. Quotidiano Nazionale quantifica invece in 35 i minorenni arrestati a Milano tra sabato e domenica.
I due dati descrivono provvedimenti e un arco temporale differenti: gli undici sono indicati in relazione alle misure applicate, mentre il numero di 35 riguarda gli arresti complessivi segnalati tra le due giornate.
L’ipotesi del progetto di destabilizzazione
Il gip Fabrizio Filice, secondo ANSA, ha definito l’ipotesi investigativa un progetto mirato a destabilizzare l’ordine pubblico, fondato anche sulla partecipazione spontanea di giovani alle violenze.
“un preciso progetto di destabilizzazione dell’ordine pubblico, che conta proprio sulla spontanea partecipazione di molti giovani che (…) trovandosi in quella situazione di sfogo collettivo di rabbia e violenza, perdono completamente il controllo dei propri impulsi e diventano a propria volta attori violenti e antisociali” — il gip Fabrizio Filice
Gli investigatori stanno svolgendo accertamenti per individuare chi gestisca gli account social “Italia in piazza” e “Movimento 17 ottobre”.
La manifestazione della Cgil e le misure valutate dal governo
ANSA riferisce che la Cgil ha convocato una manifestazione a Milano davanti alla Scala e a Palazzo Marino. Sul piano istituzionale, Sergio Mattarella ha dichiarato che «Ogni violenza è inaccettabile» e che «occorre un’analisi intelligente e approfondita».
Il governo stava valutando un decreto legge con nuove misure contro violenze e disordini di piazza e prevedeva di rafforzare lo schieramento per Milano con altri 500 militari. Restano aperti gli accertamenti sull’identità di chi si trovi dietro gli account social al centro delle indagini.

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